Un reportage di Antonio Morra sul movimento #TraffickingHub

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Pornhub è il più grande portale di pornografia al mondo.

Attraverso pubblicità, dati e abbonamenti premium, la società MindGeek, che ne è alle redini, riesce a guadagnare milioni di dollari.

Ma i profitti sono ricavati anche per i contenuti che mostrano abusi sessuali, violenze e pornografia infantile. Questo sono le accuse di Laila Michelwait (Exodus Cry) sul Washington Examiner.

Tali accuse vengono rivolte anche anche ad altri portali pornografici come XVideos e XNXX. Tre portali nella "top 10" dei siti web più visitati al mondo.

"È arrivato il momento di spegnere Pornhub", stanno gridando milioni di persone. Se non adesso, quando?

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Una lunga inchiesta del premio Pulitzer Nicholas Kristof sul New York Times (riportata in Italiano dal Corriere) dimostra che Pornhub trae profitto pubblicando le immagini degli stupri di migliaia di minorenni maschi e femmine, di età e nazionalità diverse, e che molto spesso continua a diffonderle anche dopo le loro richieste di eliminarle.

Kristof ha intervistato numerose ragazze e ragazzi che sono stati stuprati e filmati senza il loro consenso e i cui video sono finiti sul sito. C’è la 23enne, dalla Cina, adottata quando aveva 9 anni da due genitori che l’hanno prostituita: i video delle violenze che ha subito continuano a essere caricati sul sito come pornografia (in realtà sono la prova e la reiterazione costante di reati).

«Pornhub è diventato il mio sfruttatore — dice —. Continua a vendermi, nonostante sia sfuggita a quella vita cinque anni fa».

Ci sono ragazze come Serena K. Fleites che hanno visto tutta la loro vita distrutta per una leggerezza che molte adolescenti, tra noi, compiono ogni giorno. Quando aveva 14 anni, e «non aveva mai baciato nessuno» scrive Kristof, ha mandato un video che la mostrava nuda al ragazzo di cui era innamorata e che glielo aveva chiesto.

Quelle immagini hanno iniziato prima a circolare per la sua scuola, diffuse dal ragazzo che per il suo gesto è stato soltanto sospeso, poi sono finite su Pornhub, e hanno continuato a inseguirla anche dopo che ha cambiato scuola e nonostante sua madre avesse chiesto al sito di rimuoverle.

CAMBIAMENTI?!

Il Post.it riporta che Pornhub ha detto di aver modificato in modo significativo le modalità con cui possono essere pubblicati e scaricati i contenuti sulla sua piattaforma.

Pornhub ha annunciato che non accetterà più caricamenti da utenti non verificati. Pornhub ha detto che sta lavorando per il 2021 a un sistema di verifica dei contenuti per tutti gli utenti. Pornhub ha anche rimosso il pulsante "scarica".

È una decisione che cambierà radicalmente il sito, sul quale soltanto nel 2019 erano stati caricati 6,83 milioni di nuovi video, per la stragrande maggioranza da account non verificati.

Mastercard e Visa, le società che gestiscono i più grandi circuiti di carte di credito al mondo, hanno interrotto i loro rapporti con MindGeek. Mastercard ha dichiarato di aver trovato contenuti illegali su Pornhub.

Kristof (autore dell’articolo del New York Times) ha scritto su Twitter che, per limitare la pubblicazione di contenuti che mostrano abusi, «molto dipenderà da quanto responsabilmente Pornhub» implementerà i meccanismi di controllo, ma che, nonostante l’azienda «non si sia guadagnata la sua fiducia», le nuove iniziative sembrano «significative».

Pornhub ha recentemente cancellato oltre 10.000.000 di video di utenti non verificati.

Human Events ha accusato Pornhub di verificare utenti che mostravano abusi e violenza sessuale. Kristof stesso in un suo nuovo articolo ricorda che un uomo è stato accusato di aver molestato sessualmente una ragazza di 16 anni pubblicando i video su Pornhub con il suo account verificato.

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CITAZIONI

"Pornhub mercifica e trae profitto dalla violenza su donne e bambini. Non c'è posto per Pornhub nel nostro mondo".

Dr. Gail Dines
Professore Emerito, Wheelock College

"Ogni giorno, Pornhub ospita materiale pornografico che comprende razzismo, incesto e violenza contro le donne. Il portale sa anche di aver ospitato video di vittime di abusi e traffico di minori in varie occasioni".

Patrick Trueman
Presidente “National Center On Sexual Exploitation”

"Non valgo più niente perché tutti hanno già visto il mio corpo su Pornhub".

Serena K. Fleites
Una delle tante vittime di Pornhub

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"È giunto il tempo di spegnere Pornhub per le accuse di violenza, abusi e tratta sessuale".

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